Salvato un 65enne, medicati diversi feriti

Lunedì, 19 Maggio , 2008

 

Giornata molto impegnativa per il personale del 118 del Mazzoni, che sono dovuti intervenire per una persona colpita da un infarto. Questa volta, il tempestivo intervento del medico e dei suoi colleghi è servito a salvare una persona di 65 anni, colpita da infarto al miocardio. Tempestivo è stato l’intervento del medico e del personale del 118, in via delle Zeppelle nelle vicinanze dello stadio Del Duca. Gli uomini in bianco sono riusciti a far ripartire il cuore a Mario M., di 65 anni, che poi è stato trasportato all’ospedale Mazzoni e ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni sono buone, e grazie al tempestivo intervento dei medici del 118, riuscirà a superare il momento critico, che lo ha portato ad un passo dalla morte. Il personale del 118, nella mattinata di ieri, è intervenuto anche nella periferia della città e nella zona di Offida, per un paio di incidenti stradali, dove sono rimaste ferite quattro persone. Le persone coinvolte sono state medicate al pronto soccorso e guariranno nel giro di poche settimane. (Fonte: Il Resto del Carlino)


“Io, innocente, per 34 giorni in galera”

Domenica, 18 Maggio , 2008

“E poi dicono di investire al Sud. Di andarci a lavorare. Di aiutare, sostenere e non isolare il nostro Meridione. Ma se questo è il prezzo che si paga, beh… io dico che è meglio lasciare il Sud al suo destino”. E’ il 10 aprile quando Enzo Marti, 47 anni, esperto di riciclaggio dei rifiuti oltre che di tutto ciò che riguarda la gestione delle discariche, viene messo in manette e portato in carcere. Con lui finiscono dentro altre 14 persone. Per tutti (a vario titolo) le accuse sono pesanti, infamanti: associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, detenzione illegale di armi, minacce e intimidazioni poste in essere per ottenere appalti e subappalti pubblici, oltreché la gestione di alcune discariche in provincia di Messina. Un macigno. Gli amici di Offida, dove Marti vive con moglie e due figli adolescenti da tantissimi anni, cadono dalle nuvole. Doveva presiedere un seggio elettorale, è sostituito in fretta e furia. A Porto San Giorgio, dove lui è Ad della Sangiorgio Distribuzione, la società per la gestione dei rifiuti partecipata dal Comune, sono tutti stupiti. Nel Fermano, nel Maceratese e nell’Ascolano (Marti è stato consulente di tante imprese e amministrazioni pubbliche) è sgomento generale. Si cerca di capire di più, di sapere cosa sia successo di così grave in quella Sicilia che gli aveva dato i natali e che lo aveva richiamato per avvalersi della sua professionalità, riconosciuta a livello nazionale. Ma regna il silenzio.
Poi la svolta: lunedì scorso arriva la scarcerazione. Nel dispositivo dell’ordinanza si legge che “Marti non ha posto in essere alcuna condotta suscettibile di essere presa in considerazione ai fini del riconoscimento della partecipazione o del concorso esterno in associazione mafiosa”. “E’ stata la fine di un incubo”, commenta oggi Enzo Marti.
In mezzo ci sono infatti 34 giorni di prigione, di cui quattro trascorsi a Marino del Tronto e trenta nel carcere di massima sicurezza di Reggio Calabria. “E’ stato uno tsunami, un’esperienza assurda. Trascorrere più di un mese in prigione con la consapevolezza di essere completamente estraneo ai fatti è una roba terrificante, non lo auguro a nessuno. Ancora oggi, a qualche giorno dalla scarcerazione, fatico a prendere sonno. Solo la notte appena trascorsa sono riuscito a dormire. Oggi mi sento quindi un po’ meglio. Ma sono provato. Psicologicamente e fisicamente. Ci vorrà ancora qualche giorno prima di una completa ripresa”.
Tutto comincia alle tre del mattino del 10 aprile. “Stavo dormendo quando ho sentito bussare alla mia porta. Erano i carabinieri che mi hanno consegnato l’ordine di custodia cautelare, poi preso e portato a Marino del Tronto. Cosa ho pensato in quei momenti? Boh, passare dal sonno a quella situazione… mi davo i pizzicotti. Mi chiedevo: ma sta succedendo veramente oppure no?”.
Era tutto vero. Seguono quattro giorni e quattro notti in una cella due per quattro, condivisa con altri detenuti. “E’ stato come trovarsi in una vasca di squali o risvegliarsi nella fossa dei leoni”. Poi il trasferimento a Fiumicino, da lì in aereo a Reggio Calabria. Destinazione: carcere di massima sicurezza. Dove resta trenta giorni. “Parliamo del carcere di massima sicurezza di Reggio Calabria, non so se rendo l’idea! Dentro c’è di tutto: mafiosi, affiliati alla ’ndrangheta… Un incubo senza fine. Per un mese non ho potuto parlare con la mia famiglia. Non sapevo cosa stesse accadendo fuori, buio totale”. Lunedì scorso, intorno alle 14, mentre Marti si preparava a trascorrere un’altra notte in quello che lui chiama “l’inferno carcerario”, una guardia si avvicina alle sbarre. “Mi ha chiamato sottovoce. Mi ha detto: stai calmo… E poi: sei libero. Sì, proprio così: sei libero”.
Cosa si prova in quei momenti? “Beh… un’euforia… Come rivedere il sole!”. Un sole durato poco, però. “Sono stato rilasciato alle due del pomeriggio. Mi hanno messo fuori dal carcere di Reggio Calabria senza soldi, senza documenti, senza cellulare, senza aver potuto parlare con alcuno. Solo. In mano l’ordinanza di scarcerazione. Metodi da Paese civile? Sono andato a piedi alla stazione, ho parlato con la Polizia ferroviaria chiedendo di poter prendere un treno che mi riportasse nelle Marche. Niente da fare. Avevo indosso solo una collanina d’oro. Ho pensato di consegnarla al tabaccaio in cambio di una telefonata e un biglietto per tornare a casa. Dopo un attimo di resistenza, raccontata la mia storia, ha capito”. Gli ha pagato il treno, senza volere nulla in cambio. “Ti prego, permettimi di fare un’azione buona oggi…”, gli ha detto.
E’ così che Marti è potuto tornare finalmente a casa e riabbracciare la moglie e i figli. Mercoledì mattina è passato in Comune a Porto San Giorgio per salutare i colleghi e gli amici. Dopodomani incontrerà il sindaco e capire se e quando riprendere il lavoro lasciato (nel frattempo è stato infatti sospeso dall’incarico di ad). Ma quei 34 giorni l’hanno convinto che il regime carcerario, così com’è, non va. “E’ indegno per un Paese civile. Di carcere - racconta - avevo solo letto qualcosa sui giornali. Ma un conto è leggere un libro un conto è passarci. Il sistema italiano non ha niente a che vedere con la riabilitazione. Come fa uno ad essere “riabilitato” in quelle condizioni? Manca tutto: strutture fatiscenti, condizioni igieniche scandalose. Marino del Tronto, poi, è di una indecenza totale, un carcere vergognoso. Mi auguro che qualcuno dei nostri politici si prenda la briga di andare a vedere cosa c’è là dentro! E’ una galera medievale, roba che neppure nel terzo mondo verrebbe ammessa. Le condizioni in cui i detenuti vivono sono inaccettabili dal punto di vista umano”.
Marti va anche oltre. Riflette sul Meridione. “Ho avuto modo di toccare con mano che la situazione del Sud è drammatica. Non sono affatto meravigliato, ad esempio, del disastro rifiuti a Napoli. La gestione delle discariche è senza regole, manca tutto. Tutto. Chi vive e opera nelle Marche non può rendersi conto. E’ un altro mondo”. Tornerebbe a lavorare in Sicilia? “Per carità! Ho lavorato in provincia di Messina per quasi tre anni. C’è una dimensione strana, un ambiente diverso tanto che non ho mai voluto trasferirci la mia famiglia. Quando sono arrivato non ho trovato una cosa che andasse per il verso giusto. Da una situazione di totale caos in sei mesi siamo riusciti a progettare una mega discarica a Mazzarà S.Andrea, entrata a pieno regime nel 2005. Una discarica da 1000 tonnellate al giorno, l’equivalente della produzione giornaliera nelle Marche. Nel 2006, finito il mio lavoro, mi sono dimesso e sono tornato nelle Marche. Due anni dopo l’arresto e - prosegue Marti - l’inizio di un incubo. E poi dicono di aiutare il Sud… beh, se questo è il prezzo da pagare! Finché lo Stato non mette imprenditori e professionisti al riparo da ripercussioni come quelle che ho passato io… meglio che il Sud venga lasciato al suo destino”. (Fonte: Corriere Adriatico - Autore: Lolita Falconi)


Mezzina: appalto per l’ammodernamento

Venerdì, 16 Maggio , 2008

Pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei lavori di adeguamento e ammodernamento della Strada Provinciale n.43 “Mezzina” nel tratto dal km 1+850 al km 6+010, da Villa Valentino di Castel di Lama verso la vecchia fornace di Offida. L’importo complessivo del progetto è di € 10.580.000, quello a base di gara € 7.634.404. Il 29 luglio l’assegnazione dei lavori all’impresa che si aggiudicherà la gara. L’opera dovrà essere completata entro 740 giorni. (ap)


Assemblea degli Amici del presepio

Venerdì, 16 Maggio , 2008

Si svolgerà domenica l’annuale Assemblea della Sezione della provincia di Ascoli Piceno, iscritta alla Associazione Nazionale Amici del Presepio. Quella di questo 2008 è una riunione storica, nel corso di essa si ratificherà la divisione della grande Sezione provinciale in tre Sezioni diocesane, applicando così le disposizioni pervenute dal Presidente nazionale. Da Roma infatti, si è fatto notare come in Italia nessuna Sezione fosse a carattere provinciale, pertanto gli ascolani sono stati invitati ad adeguarsi alle altre realtà sezionali. In conseguenza di ciò, si avranno tre più agili nuove sezioni: Ascoli, S. Benedetto e Fermo. Ma tutti i Soci, una volta ottemperato quanto disposto a livello centrale, continueranno a lavorare congiuntamente, intraprendendo annualmente quelle iniziative, che da sempre hanno unito i presepisti piceni. Per i Soci ed anche per gli appassionati non iscritti, l’ appuntamento è presso il Salone del Santuario del Beato Bernardo ad Offida alle ore 16 di domenica 18. Sarà una occasione di incontro, per approfondire i temi legati all’ arte presepiale. (Fonte: Corriere Adriatico)


"Memorial Nino Amabili" di ciclismo

Venerdì, 16 Maggio , 2008

Ad un anno dalla scomparsa, amici ciclisti e colleghi pompieri, ricordano Nino Amabili  organizzando il 1° “Memorial Nino Amabili”, campionato regionale a cronometro, prova del Campionato Endurance, a cura dell’associazione ciclistica Pedale Rosso Blu. La gara, con inizio alle ore 14,30 di sabato 16 maggio, si svilupperà lungo il tracciato della Frazione di Santa Maria Goretti di Offida. (red)


ProUomo per migliorare la qualità di vita degli anziani

Giovedì, 15 Maggio , 2008

Si chiama “proUomo – sperimentazioni creative”. È un progetto ideato e curato da Giulia Capriotti dell’Associazione Culturale “7 – 8 chili”. Il luogo di svolgimento è la Casa di Riposo “B. Forlini” di Offida. È impostato su attività che vede protagonisti gli anziani stessi poiché il progetto si propone di riconoscere, proprio all’anziano, il diritto a non rinunciare al proprio “essere persona”, migliorando la qualità della vita e acquisendo sempre più fiducia in se stesso e nelle sue capacità di interagire con l’ambiente. L’obiettivo è quello di formare un gruppo di persone che si riconoscono all’interno della Casa, in grado di scambiare interazioni significative, riconoscendo la propria e l’altrui identità ed individualità. “L’identità personale – spiega l’animatrice Giulia Capriotti – non è un qualche cosa di stabile e indefinito, ma è un’entità soggetta a modificazioni e riadattamenti per tutto il corso della vita. Attraverso l’utilizzo delle svariate possibilità di linguaggio, si cerca di raggiungere come fine un dialogo che porti la persona a rivivere in maniera articolata il rapporto tra passato e presente. Questo progetto – conclude la Capriotti – si attua contemporaneamente nei soggetti ai quali è destinato e nell’ambiente che lo favorisce perché realizza non solo l’uomo, ma l’umanità che continua a vivere in lui, ai confini della vita e oltre la vita nella memoria e nell’attesa”. Attraverso il linguaggio e l’animazione, il progetto abbraccia gli obiettivi dell’educazione, della rieducazione e della riabilitazione. Il progetto, quindi, intende sfatare tanti pregiudizi. Nessuno, dunque, deve “sentirsi vecchio” e gli anziani della Casa di Riposo lo hanno già dimostrato attraverso alcune iniziative previste dal progetto. (Fonte: Corriere Adriatico)


Enzo Marti scarcerato Ieri una visita in Comune

Giovedì, 15 Maggio , 2008

Enzo Marti, ex amministratore delegato della San Giorgio Distribuzione è stato scarcerato. E’ stato visto ieri mattina in Comune. L’uomo sarebbe uscito a testa alta dall’inchiesta che lo aveva visto finire in carcere con la pesante accusa di associazione mafiosa per fatti riguardanti la gestione di discariche a Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia.Marti sarebbe dunque stato per oltre un mese in carcere per motivi che non sono poi stati riscontrati nel prosieguo delle indagini. Ieri mattina Marti ha incontrato in Comune il nuovo sindaco Andrea Agostini al quale ha mostrato l’ordinanza di scarcerazione.“Un’ordinanza che non lascia molto spazio alle interpretazione - ha commentato poco dopo il sindaco Agostini - è per questo che ho sentito il dovere, da uomo prima che da sindaco, di esprime la mia solidarietà a chi, almeno stando alle carte, è finito in una inchiesta in cui poco centrava”. L’arresto dell’amministratore delegato della San Giorgio Distribuzione aveva suscitato molto scalpore a Porto San Giorgio dove Marti, che vive ad Offida, è molto conosciuto e anche stimato per il suo lavoro in ambito ambientale. (Fonte: Corriere Adriatico)


Convocazione straordinaria per il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto

Mercoledì, 14 Maggio , 2008

A seguito dei drammatici avvenimenti del 2008, la situazione dei diritti umani in Tibet appare ulteriormente peggiorata e, proprio per questa ragione il signor Angelo Cerasa di Colli del Tronto si è adoperato raccogliendo oltre seicento firme per chiedere una convocazione straordinaria dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto al fine di esprimere appoggio e sostegno nella lotta della nazione tibetana per la sua autonomia dalla Repubblica Cinese, contro il genocidio culturale e per la tutela dei diritti civili dell’uomo.

Accolta la petizione popolare, l’attuale Presidente in carica dell’Unione dei Comuni, Angelo Canala, Sindaco di Spinetoli, ha convocato per il giorno 16 Maggio c.a. alle ore 21,00 il Consiglio in seduta straordinaria per l’esame della proposta inviata “Petizione popolare Pro Tibet: adesione Associazione di Comuni, Province e Regioni per il Tibet”. Oltre ai 7 Sindaci dei Comuni facenti parte dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto (Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Colli del Tronto, Offida, Spinetoli) sono stati invitati a partecipare il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, l’Assessore ai Servizi Sociali della Provincia, l’Assessore ai Servizi Sociali della Regione Marche e i sette Assessori ai Servizi Sociali dei Comuni. I Comuni della Vallata del Tronto in occasione della seduta proporranno l’adesione dell’Unione all’Associazione dei Comuni, Province, Regioni per il Tibet (costituitasi a Torino, presso il Consiglio Regionale del Piemonte, per iniziativa della Regione Piemonte e con l’adesione dell’ANCI) e l’esposizione della bandiera tibetana nelle sedi comunali in segno di solidarietà concreta fino a quando il Governo della Repubblica Popolare di Cina e il Governo tibetano in esilio non avranno concordato uno status di piena autonomia per il Tibet all’interno dei confini cinesi.

Sono molti i Paesi in tutto il mondo che, nel corso degli ultimi anni, hanno voluto contribuire alla causa di un Tibet autonomo e di fondamentale importanza è stata la risoluzione approvata il 6 Luglio 2000 in cui il Parlamento Europeo chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati Membri (dell’Unione Europea) di fare tutto il possibile affinchè il Governo della Repubblica Popolare Cinese e il Dalai Lama negozino un nuovo stato per il Tibet che garantisca una piena autonomia dei tibetani in tutti i settori della vita politica, economica, sociale e culturale. Grande solidarietà si esprime in questo momento per il popolo cinese colpito dal devastante terremoto. (Fonte: IlQuotidiano.it)


  • Ophis news raccoglie notizie, articoli, editoriali ed informazione in genere su Offida (AP) o su argomenti di particolare interesse regionale e nazionale. La rassegna stampa è disponibile anche in pdf nella versione OPHIS JOURNAL
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